Gli Americans di Robert Frank

Entrare al Metropolitan per la prima volta e perdersi subito. Perdere di vista l’itinerario che inevitabilmente si è obbligati a prefissarsi. Un manifesto indica un’esposizione temporanea: Looking In: Robert Frank’s The Americans. E subito farsi risucchiare dal bianco e nero che intravedi tra i giri di sala. È terminata ieri la mostra, per la prima volta a New York, dedicata al 50esimo anniversario della pubblicazione nel 1959 di The Americans, del più grande fotografo americano vivente, oggi 85enne. Primo reportage sulla beat generation, gli 83 scatti di Frank ritraggono la retrospettiva di un’America nel pieno del boom economico ma al tempo stesso stravolta dai contrasti sociali. Il fotografo l’ha percorsa in un viaggio tra il 1955 e il 1956 per restituirne la descrizione più fedele possibile. Accusato di essere troppo duro sulla società americana, alcuni critici tacciarono Robert Frank di radicalismo, ribattezzandolo il “nuovo de Tocqueville”. Tuttavia la raccolta è stata riconosciuta, fin dal momento della sua pubblicazione, come un capolavoro della fotografia di strada. Il suo sguardo irriverente di fronte ai mali dell’America, non ha nascosto le piaghe del segregazionismo o la disperazione dei poveri agricoltori bianchi. Nel corso della sua carriera Frank ha fatto la conoscenza dei principali intellettuali e artisti della nuova generazione americana, soprattutto di quelli legati alla beat generation. Sarà infatti lo scrittore Jack Kerouac, con il quale si avventura in un viaggio on the road in Florida, a scrivere l’introduzione a The Americans per l’edizione americana. “Robert Frank (…) ha estratto una poesia triste dal cuore dell’America e l’ha fissata sulla pellicola – scrive Kerouac – così è entrato a far parte della compagnia dei grandi poeti tragici del mondo”.

Non l’American dream, ma i sogni calpestati, la lotta quotidiana della gente comune, in un Paese dove le distanze corrispondono ad echi vuoti di discorsi incompiuti. Il mondo intanto va avanti, e l’America mostra il suo volto vincente.


Una madre con i figli sulla spiaggia del Massachussets. Le pagine di un giornale che danno la notizia della morte di Marylin Monroe. È il 5 agosto 1962. La bambina corre trascinando con sé nel vento la bandiera degli Stati Uniti.

Robert Frank ha ritratto il quotidiano e la Storia, nel più semplice dei modi possibili: osservando.

barbara.leoni@gmail.com

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